SpaceX ha completato le prove a terra dei due elementi che dovrebbero volare nella missione Flight 15 di Starship. Il programma prevede l’impiego dello stadio superiore Ship 42 e del primo stadio Super Heavy Booster 22, sottoposti a breve distanza temporale a due accensioni statiche. Il lancio è indicato non prima del 12 novembre 2026, ma la data resta subordinata anche al rilascio della licenza da parte della Federal Aviation Administration.
Le prove sui due stadi
Il 25 ottobre, presso il Pad 2 di Starbase, in Texas, Booster 22 ha completato un’accensione di durata completa con tutti i 33 motori Raptor 3 atmosferici. Il test statico consiste nell’avviare i propulsori mentre il veicolo rimane vincolato alla piattaforma: in questo modo SpaceX può verificare il comportamento del booster senza effettuare un volo.
Il 28 ottobre è stata la volta di Ship 42, che ha eseguito un’accensione di durata completa con sei motori. Lo stadio superiore è stato inoltre sottoposto a una prova con un singolo Raptor 3 atmosferico, destinata a simulare la manovra di deorbitazione. Secondo quanto riportato da Hardware Upgrade, i propulsori del booster includono aggiornamenti pensati per migliorarne l’affidabilità.
| Elemento | Prova completata | Ruolo in Flight 15 |
|---|---|---|
| Booster 22 | 33 Raptor 3, 25 ottobre | Primo stadio |
| Ship 42 | Sei motori, 28 ottobre | Stadio superiore |
Il tentativo di recuperare anche Ship
L’aspetto più rilevante della missione riguarda il recupero dei due stadi. SpaceX punta a usare le braccia della torre di lancio, note come «chopstick», non soltanto per afferrare il booster dopo il rientro, ma anche per tentare la cattura dello stadio superiore. L’obiettivo, annunciato da Elon Musk, porterebbe il programma verso il riutilizzo completo del sistema: Super Heavy verrebbe recuperato insieme al veicolo che trasporta il carico in orbita.
«Come la profezia aveva predetto, Starship 42 sarà la prima cattura della torre»
La frase è stata pubblicata da Elon Musk su X, con un riferimento a Guida galattica per gli autostoppisti di Douglas Adams. Il tentativo resta però legato all’esito del volo e alle autorizzazioni necessarie: l’indicazione di novembre non equivale quindi a una data definitiva di partenza.
Il precedente di Flight 14
La missione precedente, Flight 14, aveva raggiunto per la prima volta l’orbita e aveva rilasciato 26 satelliti Starlink V3, i primi carichi operativi portati nello spazio da Starship. Durante la salita, tuttavia, un motore dello stadio superiore si era spento prima del previsto. SpaceX aveva abbreviato una missione programmata su dieci ore e Ship aveva completato un rientro controllato, con ammaraggio nel Pacifico dopo circa tre ore dal decollo.
Il risultato di quei test e la gestione delle anomalie saranno quindi elementi centrali per Flight 15. Il progetto punta a rendere Starship un lanciatore riutilizzabile a pieno regime e, secondo i piani riportati da Hardware Upgrade, a sostituire Falcon 9 e Falcon Heavy intorno all’inizio degli anni Trenta. Il sistema è inoltre coinvolto nel programma Artemis della NASA, che prevede l’impiego di una versione di Ship per le attività lunari.
- 25 ottobre: static fire completo di Booster 22 con 33 Raptor 3.
- 28 ottobre: prova di Ship 42 con sei motori e simulazione della deorbitazione.
- 12 novembre: data indicata per Flight 15, non ancora definitiva né autorizzata.