Una guida pratica per limitare rischi e sovraesposizione
In vista della serata di Halloween, l'Autorità garante per la protezione dei dati personali ha diffuso un vademecum rivolto ai genitori e a chi pubblica immagini di minori sui social e nelle chat. Il documento richiama l'attenzione su due aspetti principali: la permanenza dei contenuti sul web e la possibilità che fotografie e video vengano raccolti o riutilizzati da sistemi di intelligenza artificiale.
Secondo il Garante, la diffusione di immagini di «piccoli zombie e fantasmini» non è di per sé vietata, ma richiede precauzioni concrete per tutelare il diritto del minore a autodeterminare la propria immagine in futuro. Le raccomandazioni mirano a ridurre la visibilità non autorizzata e il rischio che file inviati in chat vengano salvati, inoltrati o ripubblicati senza controllo.
Cosa consiglia il vademecum
- Evitare di pubblicare le foto: quando possibile, non postare immagini dei bambini sui profili social.
- Limitare la visibilità: se si decide di pubblicare, restringere la condivisione ai soli contatti fidati (impostazioni «amici» o liste private).
- Anonimizzare i volti: utilizzare strumenti grafici per pixellare i volti o apporre emoticon che coprano l'identità del minore.
- Richiedere il consenso: se nelle immagini compaiono altri bambini, è indispensabile ottenere l'autorizzazione preventiva dei loro genitori o tutori.
- Attenzione alle chat di gruppo: evitare l'invio di foto in gruppi con persone non conosciute o non fidate; usare la funzione «Visualizza una sola volta» quando disponibile.
- Diffidare delle promozioni sospette: messaggi, email o SMS che promettono sconti o omaggi possono celare truffe; non cliccare link né fornire dati personali o bancari.
Perché le immagini restano un rischio
Il vademecum ricorda che una volta pubblicati, foto e video possono essere liberamente visualizzati e scaricati da terzi. Inoltre, i contenuti visivi possono essere «catturati» da strumenti di intelligenza artificiale e riutilizzati in altri contesti, con possibili conseguenze a lungo termine sulla riservatezza e sull'immagine dei minori. L'Autorità sottolinea pertanto la necessità di valutare con cautela ogni condivisione e di adottare misure tecniche e organizzative per limitarne la diffusione.
Pratiche raccomandate in sintesi
Per facilitare l'applicazione delle indicazioni, il vademecum segnala alcune azioni concrete che i genitori possono mettere in pratica immediatamente:
| Obiettivo | Azioni consigliate |
|---|---|
| Ridurre la visibilità | Impostare profili privati, usare liste amiche, evitare post pubblici |
| Proteggere l'identità | Pixellare volti, aggiungere emoticon, non pubblicare dettagli identificativi |
| Controllare la condivisione | Ottenere consenso dei genitori, evitare chat di gruppo non verificate, usare «Visualizza una sola volta» |
Un approccio prudente e misure pratiche
Il messaggio dell'Autorità è chiaro: non si tratta di vietare la condivisione di momenti familiari, ma di adottare un approccio prudente e informato. Le precauzioni indicate sono semplici da applicare e possono ridurre in modo significativo il rischio di uso improprio delle immagini. In particolare, il Garante richiama l'attenzione sull'importanza del consenso quando nelle foto compaiono minori non propri, e sulla consapevolezza che la perdita di controllo di un file inviato in chat è immediata e spesso irreversibile.
Per chi desidera approfondire, il vademecum è reso disponibile dall'Autorità garante per la protezione dei dati personali e contiene ulteriori suggerimenti operativi rivolti a scuole, associazioni e soggetti che, a vario titolo, gestiscono immagini di minori.