La protezione dei minori sulle piattaforme digitali deve rafforzarsi senza trasformarsi in una raccolta indiscriminata di informazioni personali. È questa la posizione espressa da Pasquale Stanzione, presidente del Garante per la protezione dei dati personali, durante l’audizione alla XIV Commissione della Camera sulla proposta di regolamento europeo EU KIDS Act.
Un quadro normativo frammentato
Secondo Stanzione, i servizi online sono già soggetti a diversi obblighi per tutelare gli utenti più giovani. Tra i riferimenti citati figurano l’articolo 28 del Digital Services Act, l’articolo 8 del GDPR e le disposizioni dell’AI Act. La sovrapposizione di discipline può però rendere meno chiari sia gli adempimenti per le piattaforme sia i controlli da parte delle autorità.
Per il presidente del Garante, un coordinamento legislativo più efficace permetterebbe di ridurre la frammentazione tra le norme nazionali e quelle europee. In questo quadro, il regolamento EU KIDS Act potrebbe offrire una risposta comune a un problema che riguarda social network, servizi di messaggistica, piattaforme video e applicazioni basate sull’intelligenza artificiale.
Le misure considerate prioritarie
Nel corso dell’audizione sono state indicate come condivisibili le misure rivolte contro le funzioni progettate per favorire comportamenti compulsivi, la profilazione dei minori e le interazioni potenzialmente dannose. L’attenzione comprende anche i chatbot capaci di simulare rapporti personali, un ambito nel quale la tutela degli utenti più giovani si intreccia con la gestione dei dati e con la progettazione dei servizi.
- limiti di età differenziati per l’accesso ai social network;
- verifica dell’età attraverso sistemi crittografici, tra cui le zero knowledge proof, per ridurre i dati trattati;
- rafforzamento degli strumenti di controllo parentale;
- contrasto a interfacce manipolative, raccomandazioni basate sulla profilazione e scorrimento senza fine;
- blocco dei contatti indesiderati e disattivazione predefinita di geolocalizzazione, microfono e videocamera.
La verifica dell’età resta il nodo più delicato
La verifica dell’età è stata indicata come la questione più critica. Per impedire l’accesso dei minori a funzioni o contenuti non adatti serve infatti un sistema capace di accertare l’età dell’utente, ma senza consegnare alla piattaforma più informazioni del necessario. Il principio richiamato è quello della minimizzazione dei dati: verificare ciò che serve, evitando di costruire ulteriori archivi identificativi.
| Ambito | Indicazione emersa |
|---|---|
| Accesso ai social | Limiti di età differenziati e verifica rispettosa della riservatezza |
| Funzioni della piattaforma | Stop a profilazione, interfacce manipolative e scorrimento senza fine |
| Dispositivi e contatti | Controllo parentale, blocco dei contatti indesiderati e riduzione degli accessi a sensori e posizione |
La proposta europea punta quindi a combinare protezione e autonomia, senza affidare la sicurezza dei minori a un unico strumento. Per il Garante, l’efficacia delle regole dipenderà anche dalla loro applicazione coerente e dalla capacità delle autorità di controllare servizi che operano in più Paesi. L’obiettivo indicato durante l’audizione è rendere le piattaforme meno esposte a meccanismi di dipendenza e a forme di interazione potenzialmente nocive, mantenendo al tempo stesso la privacy come requisito centrale.