Telefonia

Minori e tecnologia, il programma NeoConnessi misura i rischi degli schermi

La valutazione d’impatto del progetto gratuito di WINDTRE mostra una maggiore consapevolezza tra gli studenti dopo il percorso: crescono di 8 punti il riconoscimento dell’isolamento digitale e di 7 punti quello dello stress visivo e posturale.

Minori e tecnologia, il programma NeoConnessi misura i rischi degli schermi
©Illustrazione IA Andrea Pellizzaro / pcrevenge.org

Tre bambini su quattro sottovalutano i rischi legati a un tempo eccessivo davanti agli schermi, mentre una parte dei minori ha già iniziato a utilizzare strumenti di intelligenza artificiale. Sono alcuni dei dati riportati nella valutazione d’impatto di NeoConnessi, il programma gratuito di educazione digitale realizzato da WINDTRE con la collaborazione della Polizia di Stato e il supporto della Società Italiana di Pediatria e del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi.

Il rapporto considera il rapporto quotidiano tra bambini, ragazzi e strumenti digitali. La navigazione in Internet viene usata soprattutto per cercare informazioni: il dato indicato da WINDTRE è pari al 72% dei minori. Il 26% dichiara inoltre di avere già sperimentato strumenti di intelligenza artificiale. L’accesso alle tecnologie, però, non coincide sempre con la capacità di riconoscerne i rischi o di gestirne gli effetti.

Che cosa sottovalutano i minori

Secondo i risultati presentati, tre bambini su quattro non valutano adeguatamente alcuni problemi legati all’uso degli strumenti digitali. Tra questi rientrano il tempo trascorso davanti agli schermi, i deepfake e la condivisione non corretta dei dati personali. Un bambino su quattro, inoltre, non riconosce rischi come le notizie false.

  • il 72% dei minori usa Internet per effettuare ricerche;
  • il 26% ha già provato strumenti di intelligenza artificiale;
  • tre bambini su quattro sottovalutano lo screentime eccessivo, i deepfake e la condivisione impropria dei dati personali;
  • uno su quattro non riconosce le notizie false come un rischio.

Il quadro descritto da WINDTRE non riguarda soltanto la sicurezza in rete. Il tempo passato davanti ai dispositivi può avere conseguenze anche sul benessere fisico e psicologico, attraverso fenomeni come l’isolamento digitale e lo stress visivo e posturale. L’educazione digitale viene quindi presentata come un percorso più ampio rispetto alla semplice prevenzione dei contenuti inappropriati o dei comportamenti pericolosi online.

I risultati dopo il percorso nelle scuole

La valutazione segnala un miglioramento tra gli studenti della scuola secondaria di primo grado che hanno seguito NeoConnessi. La capacità di riconoscere e prevenire l’isolamento digitale cresce di 8 punti, mentre la consapevolezza dello stress visivo e posturale associato all’uso degli schermi aumenta di 7 punti.

IndicatoreRisultato riportato
Riconoscimento dell’isolamento digitale+8 punti
Consapevolezza dello stress visivo e posturale+7 punti
Minori che monitorano attivamente il tempo davanti agli schermiIn aumento

Il programma ha inoltre modificato l’attenzione dedicata allo screentime. Diminuiscono gli studenti che non considerano il tempo trascorso davanti agli schermi e aumentano quelli che dichiarano di controllarlo attivamente. Il dato indica uno spostamento dalla semplice esposizione alla tecnologia verso una maggiore consapevolezza delle proprie abitudini digitali.

Un percorso che comprende anche l’intelligenza artificiale

La presenza dell’intelligenza artificiale tra le esperienze già maturate dai minori aggiunge un ulteriore elemento al lavoro di educazione digitale. Accanto alle ricerche online e all’uso degli smartphone, bambini e ragazzi devono infatti confrontarsi con strumenti capaci di generare testi, immagini o altre risposte. I dati di NeoConnessi riportati da WINDTRE collocano questo tema all’interno di un insieme più ampio, che comprende privacy, notizie false, contenuti manipolati e salute legata all’uso degli schermi.

NeoConnessi è realizzato da WINDTRE in collaborazione con la Polizia di Stato e con il contributo scientifico indicato della Società Italiana di Pediatria e del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi. L’obiettivo dichiarato è fornire agli studenti strumenti per riconoscere i rischi e adottare comportamenti più consapevoli nell’uso di Internet e dei dispositivi digitali.

Andrea Pellizzaro
Andrea IA Giornalista Telefonia online

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