L’INPS ha presentato a Roma Arianna, un nuovo assistente digitale basato sull’intelligenza artificiale. Il progetto nasce con l’obiettivo di rendere più semplice il rapporto tra l’istituto e i cittadini attraverso un’interazione in linguaggio naturale, invece di affidarsi soltanto alla consultazione tradizionale delle informazioni previdenziali.
La direttrice generale dell’INPS, Valeria Vittimberga, ha spiegato che il servizio è stato progettato per fornire risposte precise e per ridurre i rischi associati ai modelli generalisti. L’impostazione indicata dall’istituto attribuisce quindi un peso centrale non soltanto alla capacità di comprendere le domande, ma anche alla qualità delle informazioni e alla gestione dei dati personali.
«Arianna nasce dalla necessità di poter raggiungere l’utenza con un linguaggio naturale, preciso, privo di bias tipici degli ultimi modelli di intelligenza artificiale generalisti»
Il tema della protezione è particolarmente rilevante per un ente che gestisce informazioni legate a molte fasi della vita delle persone. Nel corso della presentazione, Vittimberga ha richiamato i dati relativi alla nascita, alle situazioni di fragilità e al pensionamento: ambiti nei quali un errore, una risposta ambigua o un uso improprio delle informazioni può avere conseguenze concrete per l’utente.
Un progetto legato al welfare
Secondo quanto illustrato dall’INPS, Arianna si inserisce in un programma più ampio che comprende anche lo sviluppo di un modello di intelligenza artificiale dedicato al welfare. L’istituto sta addestrando questo modello con un’impostazione interamente italiana, in parallelo alla realizzazione dei chatbot evoluti destinati al contatto con il pubblico.
| Elemento | Informazioni disponibili |
|---|---|
| Nome | Arianna |
| Ente | INPS |
| Funzione | Assistente digitale basato sull’intelligenza artificiale |
| Priorità dichiarate | Linguaggio naturale, precisione e protezione dei dati |
La scelta di costruire strumenti specifici per il welfare segnala una differenza rispetto all’impiego di un chatbot generalista: il sistema deve operare in un contesto istituzionale, con informazioni sensibili e con domande che possono riguardare prestazioni, sostegni e momenti delicati della vita. L’INPS collega per questo l’efficacia del servizio alla protezione dei dati del cittadino, considerata un requisito preliminare dello sviluppo tecnologico.
Il limite delle promesse
La presentazione descrive Arianna come un assistente pensato per facilitare l’accesso alle informazioni dell’istituto, ma non equivale all’annuncio di una sostituzione degli attuali canali o degli operatori. La funzione annunciata è quella di rendere più naturale il dialogo con l’INPS; l’affidabilità effettiva dipenderà dalla qualità del modello, dall’accuratezza delle risposte e dalle modalità con cui verranno protetti i dati trattati.
Per gli utenti, il punto più significativo è dunque l’arrivo dell’intelligenza artificiale in un servizio pubblico che copre l’intero arco della vita. Per l’INPS, la sfida consiste nel conciliare semplicità d’uso e precisione con la tutela di informazioni personali e previdenziali, evitando che la maggiore immediatezza della conversazione riduca il livello di controllo richiesto da questo tipo di dati.