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Se osservi da vicino, noterai che Mass Effect è quasi una copia di Star Wars: la spiegazione si trova nel DNA di BioWare – Mass Effect: Legendary Edition

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Ti succede anche a te? Acquisti più giochi di quanti ne giochi davvero? Ogni tanto guardi la tua libreria di Steam e pensi: “Che vergogna”. Sono in quella situazione adesso e ho deciso di dedicare alcune settimane a finire quei giochi che mi sono sfuggiti. Tra questi, c’è la trilogia originale di Mass Effect —arrivo tardi, lo so, ma meglio tardi che mai— e una delle cose che ho notato è quanto assomigli a Star Wars.

Un’ispirazione inevitabile

Non è una critica, anzi. Se qualcuno volesse creare fantascienza, probabilmente guarderebbe a quella direzione, specialmente se ci sei cresciuto. Non so quanti anni abbia Casey Hudson, ma è facile immaginarlo influenzato dall’universo di George Lucas. Se poi è stato regista, produttore e uno dei principali designer del celebre KOTOR, considerato ancora oggi una delle migliori interpretazioni di Star Wars nei videogiochi, allora il collegamento diventa chiaro, non trovi?

Paralleli tra universi

È quasi innegabile che Mass Effect sia influenzato da Star Wars. Non stiamo reinventando la ruota qui. Ciò che trovo interessante è dove risiedono queste similitudini. Direi che sono abbastanza superficiali, il che è positivo. Significa che, sotto quella superficie visibile, ci sono molte altre cose uniche che rendono l’IP di BioWare un’esperienza distinta e che merita di essere vissuta. Se non fosse così, sarebbe solo un semplice surrogato. Ma non è il caso. Per trovare questi paralleli, serve un po’ di immaginazione.

Forza versus bionica

La Forza di Star Wars è il fulcro della sua trama. È l’energia che guida l’identità dei personaggi, le loro motivazioni, e aggiunge un tocco di mistero al suo universo. Questo elemento cosmico si manifesta in ogni forma di vita intelligente attraverso i midicloriani, che determinano la sensibilità di una persona nell’usare la Forza.

Mass Effect non ha un equivalente esatto, ma possiede qualcosa di simile: la bionica. È un’abilità che permette a certi individui di usare l’elemento zero presente nei tessuti viventi per creare campi di massa e utilizzarli in combattimento. Questo permette di sollevare o spingere gli avversari, anche se non manipola le menti deboli come in Star Wars. Sarebbe troppo potente.

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Civiltà aliene e cultura galattica

La prima volta che visitai la Cittadella nel Mass Effect originale, pensai: “Non capisco come funzioni questa mappa”. Ma con l’aiuto della IV Alvina, mentre esploravo l’ambiente, notai una somiglianza con le città di Star Wars. Mi ricordò il centro politico di Coruscant, sia a livello funzionale che artistico.

Uno degli aspetti che mi entusiasmavano di Star Wars da bambino erano le grandi masse di persone appartenenti a diverse specie e culture. A Coruscant, Alderaan o Kashyyyk, le scene raffiguravano una varietà di individui, invitando a immaginare tanti mondi ancora da esplorare.

Credo che Mass Effect abbia cercato di emulare, o almeno sia stato influenzato, da questo tipo di inquadrature. Tuttavia, a causa della sua natura di videogioco, si manifestava soprattutto nelle conversazioni. Molti personaggi aggiungono ricchezza e diversità al mondo, sottolineando le differenze fisiche di ogni specie. Alcuni dei miei momenti preferiti della saga di BioWare sono i dialoghi di sottofondo mentre cammini su Illium o Omega.

Le discoteche sono punti di ritrovo curiosi in Mass Effect, presenti in tutti i giochi e sempre più grandi e ambiziose. Mentre Shepard e compagnia si divertono al Chora’s Den o al club Afterlife di Omega, in Star Wars troviamo le cantine. Quella di Tatooine nel 1977 è forse la più famosa, ma ne abbiamo viste molte altre simili in seguito, come quella di Pagodon in The Mandalorian, dove gli alieni si scatenano o scambiano informazioni.

Anche se i metodi delle due saghe sono diversi, entrambe enfatizzano la ricchezza culturale dei loro universi, unendo vari tipi di specie in spazi comuni come mercati o sobborghi, e presentando i contrasti quotidiani agli occhi del giocatore o spettatore. Sono sicuro che molti altri prodotti di fantascienza facciano qualcosa di simile, ma è chiaro che Mass Effect ha ereditato questa particolarità narrativa da Star Wars.

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Drew Karpyshyn e la sua influenza

Gran parte di ciò che rappresenta Mass Effect lo dobbiamo al canadese Drew Karpyshyn, un autore con una carriera affascinante nel mondo del ruolo. Ha iniziato come designer per Wizards of the Coast, creando giochi e romanzi ambientati nei Reami Dimenticati di Dungeons & Dragons, per poi approdare a BioWare nel 2000. Ha lavorato su titoli iconici come Jade Empire, Neverwinter Nights e KOTOR. Oltre a quest’ultimo, ha lasciato il segno anche nell’universo di Star Wars.

Come? Drew ha scritto le novelle di Darth Bane, un personaggio concepito direttamente da George Lucas tra il 2006 e il 2009. Questo è avvenuto parallelamente ai primi giochi di Mass Effect, e immagino che, in qualche modo, la sua esperienza abbia influenzato entrambi i prodotti. Drew ha firmato anche tre romanzi dedicati a Mass Effect: ‘Revelation’, ‘Ascension’ e ‘Retribution’. La prima è una storia prequel della trilogia di Shepard, mentre le altre colmano il divario tra ME1-ME2 e ME2-ME3 rispettivamente.

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