Ho avuto esperienze contrastanti con Final Fantasy VII Rebirth e Final Fantasy XVI. Mi sono divertito molto, ma entrambi presentano alcune lacune. La raffigurazione del conflitto bellico risulta debole. Ho trovato difficile entrare in sintonia con i problemi dei personaggi e del loro mondo.
Drammi di guerra mal rappresentati
In Final Fantasy VII Rebirth, siamo ecoterroristi in fuga da una corporazione fascista. Questa sfrutta le risorse del pianeta. Inoltre, il nostro viaggio si svolge in mezzo a due potenze belliche in guerra. Ma questa tensione si percepisce davvero? I protagonisti ne risultano influenzati in qualche modo concreto?
Final Fantasy XVI non si limita a una guerra aperta. Si affrontano temi di schiavitù e sfruttamento umano. Si discute persino di abusi fisici. Ma questo messaggio inquieta davvero o rimane solo un contesto per una narrazione familiare?
Spettacolarità visiva a discapito della narrazione
A mio avviso, le guerre nei due titoli appaiono decorative. Servono per creare scene spettacolari. L’inserimento di tanti minigiochi e situazioni superflue indebolisce il messaggio. Anche l’abbigliamento dei personaggi, troppo teatrale, non aiuta.
La direzione cinematografica adottata in Final Fantasy XVI non giova al gioco. Sembra allontanarsi dalle sue origini teatrali, che hanno sempre funzionato bene per la saga.
Ritorno al passato con Final Fantasy VI
Dopo aver giocato a questi due titoli, il mio cuore desiderava tornare a Final Fantasy VI. Questo JRPG affronta con precisione la durezza del conflitto. Le scene, i personaggi e la trama sono ben scritti.
Final Fantasy VI uscì in un periodo d’oro per Square Enix. I pixel coccolavano i personaggi, togliendo incredulità ai loro abiti fantasiosi. I disegni esagerati servivano a delineare la personalità dei protagonisti, creando credibilità.
La potenza di Kefka e il valore della narrazione corale
Il gioco eccelle anche grazie al suo antagonista. Kefka è un villain spietato. Non ha ideali complessi, cerca solo potere. Non si ferma davanti a nulla, nemmeno all’avvelenamento delle acque per sterminare popolazioni intere.
Ogni battuta serve a costruire qualcosa di significativo nella storia. Se un evento tragico coinvolge un personaggio vicino, l’impatto sul giocatore aumenta notevolmente. Questo è il vero volto della guerra.
La narrazione corale, permettendo di vivere le vicende da molteplici punti di vista, amplifica l’emozione. Final Fantasy IX recupera questa qualità, migliorandola con storie parallele.
Alla luce di tutto ciò, Final Fantasy VII Rebirth e XVI non riescono a trasmettere la stessa intensità. Provo empatia per Celes e Locke, ma non per i protagonisti di Rebirth. Anche se il finale di Rebirth mi ha colpito, il ricordo non è duraturo.
Speranze per il futuro della saga
Square Enix ha ammesso di non aver raggiunto i risultati sperati con questi titoli. Spero che possano recuperare la magia di Final Fantasy VI. La vera essenza di un JRPG risiede nel dramma, nell’emozione, nell’amicizia e nel dolore autentico della guerra.
Come giovane media indipendente,, PC Revenge ha bisogno del vostro aiuto. Sosteneteci seguendoci e segnalandoci su Google News. GRAZIE !












