Il sistema di classificazione delle età in Giappone si trova nuovamente sotto i riflettori nel mondo dei videogiochi. Ubisoft ha confermato che Assassin’s Creed Shadows subirà modifiche per poter essere venduto nel paese asiatico. Sarà creata una versione giapponese con assenza di elementi cruenti come decapitazioni e amputazioni. Questo non è un evento isolato: l’ente CERO (Computer Entertainment Rating Organization) ha spesso generato polemiche. Ha bloccato la diffusione di giochi Triple A in Giappone. Perché tanta resistenza mentre il resto del mondo accoglie questi contenuti senza grandi problemi?
Come funziona il sistema giapponese
Prima di tutto, è essenziale capire il funzionamento del sistema di classificazione giapponese. Simile al PEGI europeo o all’ESRB statunitense, CERO valuta i videogiochi in base al contenuto. Utilizza lettere: A per tutti, B per oltre 12 anni, C per oltre 15, D per oltre 17 e Z per soli adulti. Inoltre, ci sono descrittori di contenuto per avvisare su temi come terrore, sesso e uso di alcol. Tuttavia, CERO limita fortemente la presenza di violenza e gore, anche nella categoria Z, destinata ai maggiorenni. Queste restrizioni non si vedono in altri media.
Un approccio più severo rispetto ad altri media
Molti si chiedono: come mai un paese famoso per hentai e anime cruenti è così severo con i videogiochi? CERO si concentra unicamente su titoli per console, con un comitato di persone non esperte del settore. In Giappone, esistono anche la Film Classification and Rating Organization e la Computer Software Ethics Agency. Queste valutano film, serie e titoli per PC, mentre CERO si dedica solo a PlayStation, Nintendo e Xbox. Esistono anche enti volontari che partecipano al processo di classificazione.
La controversia con gli sviluppatori
CERO permette contenuti più cruenti in altri media, ma rimane inflessibile con i videogiochi. Questo ha suscitato critiche da parte di sviluppatori di spicco. Shinji Mikami, padre di Resident Evil, ha criticato CERO per usare regole fatte da chi non gioca ai videogiochi. Anche Masahiro Sakurai, creatore di Smash Bros., ha raccontato le difficoltà nel designare i personaggi per Nintendo 3DS e Wii U, giudicati “sessualmente provocativi”.
Una censura che segna il mercato
Le severe politiche di CERO hanno portato alla cancellazione di diversi giochi in Giappone. The Callisto Protocol, troppo violento per lo standard giapponese, è stato bloccato. Gli sviluppatori hanno rifiutato di adattare il contenuto. Anche Until Dawn ha subito tagli: le scene di morte sono state oscurate, creando momenti anticlimatici. Tuttavia, giochi come Stellar Blade sono passati senza tagli, sollevando dubbi sull’uniformità delle valutazioni.
Nonostante le critiche e la maggiore flessibilità di altre organizzazioni, CERO non sembra intenzionata a cambiare le sue politiche presto. Assassin’s Creed Shadows arriverà senza scene cruente. Resta da vedere se il sistema si evolverà per accogliere contenuti violenti. Per ora, sembra che la organizzazione giapponese non intenda modificare i suoi protocolli.
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