Euroconsumers, insieme a Testachats e Altroconsumo, ha formalmente diffidato Disney+ contestando la rimozione di alcune funzionalità tecniche associate al piano Premium in vigore per il mercato italiano al prezzo di 15,99 euro al mese.
Che cosa contestano le associazioni
Secondo le organizzazioni dei consumatori, Disney+ avrebbe eliminato «in sordina» la risoluzione 4K, il supporto HDR e la possibilità di usare Apple AirPlay 2 e Google Cast su alcuni dispositivi, senza informare adeguatamente gli utenti né ridurre il prezzo del piano Premium. Le associazioni chiedono un rimborso di 5 euro al mese per gli abbonati interessati e minacciano di rivolgersi alle autorità europee se non verrà erogato un rimborso automatico.
«in sordina» — Corriere della Sera
Perché sono scomparse 4K e HDR e cosa è stato fatto
La vicenda nasce, secondo quanto ricostruito, da una causa legale promossa da InterDigital che avrebbe coinvolto l'uso del codec HEVC. In seguito alla perdita di quel contenzioso Disney+ avrebbe temporaneamente rimosso la risoluzione 4K (e il relativo supporto HDR) per oltre 7 milioni di utenti europei iscritti al piano Premium, lasciando la fruizione a 1080p per quegli account.
Ad agosto Disney+ ha poi adottato il codec VP9, sviluppato da Google e privo di royalty, che ha permesso il ripristino della risoluzione 4K ma senza il ritorno del supporto HDR. Parallelamente, il servizio avrebbe perso il supporto alle tecnologie di trasmissione da dispositivo mobile verso televisori, vale a dire Apple AirPlay 2 e Google Cast, riducendo così alcune modalità di utilizzo diffuse tra gli abbonati.
Le ragioni legali e il richio per la piattaforma
Le associazioni richiamano la direttiva europea sulle pratiche commerciali sleali (2005/29/CE) e sottolineano che la pagina di presentazione del piano Premium continua a indicare il supporto alle funzionalità oggetto della disputa. Per Euroconsumers, Testachats e Altroconsumo la mancata corrispondenza tra servizio promesso e servizio effettivamente erogato giustifica la richiesta di un rimborso e, se necessario, l'intervento delle autorità competenti a livello nazionale o europeo.
- Funzionalità tolte: 4K, HDR, AirPlay 2, Google Cast (su specifici dispositivi/utenze)
- Motivo tecnico-giuridico: causa con InterDigital sul codec HEVC
- Soluzione parziale: passaggio a VP9 che ha ripristinato il 4K ma non l'HDR
Implicazioni per gli abbonati in Italia
Per gli utenti italiani la disputa ha effetti concreti: il piano Premium resta tariffato a 15,99 euro al mese ma, per una parte degli abbonati, non offre più tutte le caratteristiche tecniche pubblicizzate. Le associazioni chiedono la restituzione di 5 euro al mese come compensazione; la loro azione mira a ottenere il rimborso in automatico per gli utenti coinvolti o, in alternativa, a spingere le autorità a intervenire se Disney+ non dovesse adeguarsi.
| Elemento | Situazione iniziale | Situazione dopo la disputa |
|---|---|---|
| Risoluzione | 4K con HDR sul piano Premium | 4K ripristinato via VP9, HDR non ripristinato |
| Trasmissione da mobile a TV | Supporto AirPlay 2 e Google Cast | Supporto rimosso per alcuni utenti |
| Prezzo | 15,99 euro/mese | 15,99 euro/mese (associazioni chiedono rimborso 5 euro/mese) |
Disney+ non risulta aver annunciato pubblicamente un rimborso automatico. Le associazioni hanno annunciato che, qualora non venga adottata una soluzione soddisfacente per gli utenti, valuteranno il ricorso alle autorità a livello europeo.
La vicenda sottolinea il rapporto tra scelte tecnologiche (codec, brevetti) e condizioni contrattuali rivolte agli abbonati, e come modifiche tecniche derivanti da contenziosi possano tradursi in questioni di tutela del consumatore e possibile intervento regolatorio.