In Netflix hanno ormai preso gusto a rilasciare stagioni divise in più parti. Di solito si tratta di due parti, ma per la sesta e ultima stagione di ‘Cobra Kai’ hanno osato di più, suddividendola in tre sezioni. La prima parte, che ha deluso molti spettatori, è arrivata lo scorso luglio, mentre la seconda è approdata oggi, 15 novembre, sulla piattaforma.
Un Viaggio Rinvigorente
Essendo una stagione di transizione, si temeva che potesse peggiorare la delusione della prima parte. Fortunatamente, il viaggio a Barcellona ha portato nuova linfa a ‘Cobra Kai’. Le debolezze strutturali della serie diventano più evidenti, ma questi cinque episodi sono più accattivanti. Le sequenze di lotta aumentano e la mitologia dell’universo ‘Karate Kid’ subisce un’importante svolta.
Rischiare per Evolvere
Chi segue ‘Cobra Kai’ continuerà comunque a guardarla, indipendentemente dagli sviluppi. Gli autori ne sono consapevoli e propongono cinque episodi che osano di più in certi aspetti. Tuttavia, la serie continua a suggerire che è giunto il momento di chiudere. L’introduzione del torneo Sekai Taikai dà nuova energia, contrapponendo le trame quasi da telenovela ai combattimenti incessanti.
Ogni episodio contiene scontri, generando un’interessante dinamica con un altro team superiore sia al Cobra Kai che al Miyagi-Do.
Un Nuovo Capitolo di Tensioni
Non vi è una continua sensazione di climax, ma ci viene ricordata l’importanza della competizione. Sottolineano in modo chiaro come la decisione di Tory di unirsi a Cobra Kai sia cruciale. Questo non si traduce in un semplice colpo di scena, ma rende la trama più intrigante. La serie abbandona la tendenza al bianco e nero per esplorare la complessità delle situazioni.
Il personaggio di John Kreese diventa un po’ monotono. Fortunatamente, sono stati introdotti nuovi avversari per evitare di cadere nel caricaturale. Alcuni ritorni risultano prevedibili, come nel caso di un volto noto che riappare, ma la serie mantiene alto l’interesse.
Emozioni e Relazioni
Le dinamiche sentimentali continuano a giocare un ruolo importante. Tuttavia, non si limitano a riproporre le stesse situazioni. Integrano novità che evitano di annoiare e si riflettono anche nelle competizioni. Sebbene non sia la mia parte preferita della serie, la gestione delle emozioni risulta migliorata rispetto al passato.
Un aspetto interessante è che il dissidio tra Daniel LaRusso e Johnny Lawrence si è quasi estinto. L’unione fa la forza, ma ‘Cobra Kai’ era solito avvicinarli per poi separarli di nuovo. La riduzione delle scene condivise può aver contribuito a questo, ma nella seconda parte della sesta stagione, le tensioni non nascono da lì.
È curioso vedere i protagonisti di ‘Cobra Kai’ a Barcellona. Gran parte della narrazione avviene nel torneo, ma la presenza della città catalana si avverte e viene utilizzata come sfondo. Non manca il classico montaggio di allenamento che sfrutta alcuni luoghi iconici della città come cartoline turistiche.
La serie potenzia anche il suo lato drammatico in alcuni aspetti chiave. Un elemento riguarda Mr. Miyagi, spingendo lo spettatore a rivedere il famoso personaggio interpretato da Pat Morita sotto una nuova luce. Il finale recupera un elemento tradizionale della serie, lasciando lo spettatore a chiedersi come sarà gestito nei prossimi episodi. Alcune trovate narrative potrebbero far storcere il naso, ma da una base traballante emerge qualcosa di potente.
Il bilancio finale si discosta dai migliori anni di ‘Cobra Kai’, ma rappresenta un miglioramento rispetto ai precedenti cinque episodi e lascia il pubblico curioso di scoprire come si risolverà tutto.
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