Una piattaforma italiana di intelligenza artificiale entra nel lavoro quotidiano della medicina legale. Si chiama Docsy, è stata fondata a Genova da tre ingegneri alla loro seconda esperienza imprenditoriale e, a nove mesi dalla nascita ufficiale della società, viene utilizzata da centinaia di medici legali, avvocati e aziende che operano nell’ambito del danno alla persona.
Il progetto è partito senza un round di investimento. I fondatori hanno scelto di finanziare l’iniziativa con risorse proprie, dopo aver concluso con un’exit il precedente progetto, acquisito da un importante investitore. Nel gruppo di lavoro è coinvolto anche un medico legale genovese, che contribuisce allo sviluppo mettendo a disposizione l’esperienza maturata nella redazione delle perizie.
Dalla sperimentazione al servizio
Prima della costituzione della società, Docsy è stata sottoposta a una fase di prova durata circa due mesi. In quel periodo, alcune decine di medici legali e altri professionisti distribuiti sul territorio italiano hanno utilizzato la piattaforma per verificare la validità dell’idea. La società è poi nata ufficialmente a gennaio 2026, con sede a Genova, in Corso Buenos Aires.
Il servizio è progettato per ridurre il tempo necessario a esaminare la documentazione e a predisporre gli atti. Docsy può analizzare le cartelle e gli altri documenti clinici, organizzare il materiale utile e preparare diverse tipologie di elaborato. Il professionista mantiene però il controllo sul risultato finale: può rivedere il testo, apportare correzioni e firmare il documento.
- preparazione di perizie medico-legali;
- supporto alle consulenze tecniche d’ufficio e alle relazioni di parte;
- redazione di pareri e calcolo del danno attraverso le tabelle di riferimento;
- risposte ai quesiti medico-legali con citazione delle fonti utilizzate.
«Chi lavora su un caso di danno alla persona passa ore a leggere centinaia di pagine di documentazione clinica prima ancora di iniziare a scrivere»
Riccardo Basso, co-founder e CPO di Docsy
Un modello in cui decide il professionista
La logica dichiarata da Docsy è quella di un supporto alla preparazione del lavoro, non di una sostituzione dell’attività professionale. L’intelligenza artificiale interviene sull’analisi dei materiali, sulla strutturazione delle bozze e sull’elaborazione delle risposte; la valutazione del caso, la verifica dei contenuti e la firma restano affidate al medico legale o all’altro professionista incaricato.
La società riassume il funzionamento del prodotto in una distinzione netta: la piattaforma prepara il lavoro, mentre il professionista prende le decisioni. Per un settore nel quale le pratiche possono comprendere centinaia di pagine di documentazione clinica, l’obiettivo è spostare l’uso dell’IA dalle dimostrazioni generiche a un flusso operativo specializzato.
| Elemento | Dati comunicati |
|---|---|
| Sede | Genova, Corso Buenos Aires |
| Nascita ufficiale | Gennaio 2026 |
| Utenti | Centinaia di professionisti in Italia |
| Finanziamento | Nessun investitore esterno |
La crescita riferita da Docsy va da alcune decine di utilizzatori nella fase sperimentale a centinaia di professionisti nei mesi successivi. Il caso si inserisce nel percorso di diffusione di strumenti generativi e di analisi documentale in ambiti altamente specialistici, dove l’utilità del software dipende dalla capacità di adattarsi a procedure, terminologia e responsabilità già definite. Nel caso di Docsy, il prodotto è rivolto a un pubblico professionale e opera su perizie e documenti collegati alle valutazioni del danno alla persona.