Google accusa il governo cinese di cyber-spionaggio

Signore e signori, stiamo assistendo a un momento storico. Controlliamo l’orologio, guardiamoci intorno e ricordiamocelo, perchè la storia è stata scritta. Google ha appena pubblicato una dichiarazione velata di disprezzo verso il governo cinese. Pur non ammettendolo direttamente – forse per paura di gravi ricatti – la dichiarazione spiega che il governo cinese (o enti annessi) ha sicuramente violato le infrastrutture di proprietà di Google, eseguito sorveglianza e rubato la proprietà intellettuale.

Google continua dicendo che l’obiettivo principale dell’attacco è stato Gmail. Ma c’è dell’altro: si è trattato di un attacco focalizzato sugli account relativi ad attivisti per i diritti umani cinesi. Oltre al danno la beffa: i dati degli utenti americani, europei e cinesi impegnati nella difesa dei diritti umani in Cina sono stati resi accessibili a terze parti. In altre parole, qualcuno (forse l’ente addetto alla sicurezza?) ha effettuato del phishing per accedere ai dettagli degli account e installare backdoor e trojan sui computer di questi sostenitori.

Infine, con un’azione che è esalta uteriormente il proprio interesse primario, la giustizia e lo slogan ‘non fare il cattivo’, Google sta pensando di rimuovere la censura di Internet per gli utenti cinesi. “[…]  Discuteremo con il governo cinese per la base sulla quale si potrà costruire un motore di ricerca non filtrato dalla legge. Siamo consapevoli che questo potrebbe significare la chiusura Google.cn, e potenzialmente le nostre sedi in Cina “.

Ricordiamo questo giorno, il giorno in cui un’azienda dà del filo da torcere a un’intera nazione. La più grande al mondo. Google ha sicuramente non si fa nessuno scrupolo!

Scritto da Angelo Tricarico

Appassionato di informatica sin da quando ero piccolo. Attratto da tutto ciò che è alimentato ad elettricità. Sviluppatore di giochi, applicazioni, software e siti web. Attualmente ricopro il ruolo di analista IT per un'importante società italiana.