Jordyn Castor di Apple vuole permettere ai bambini ciechi di imparare la programmazione

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Jordyn Castor, ingegnere donna di Apple, non è mai sottostata alle limitazioni.
Nata quindici giorni in anticipo, era sotto peso e fragile. Suo nonno poteva tenerla nel palmo di una mano e riusciva addirittura a far scorrere la sua fede nunziale lungo il braccio della bambina, fino alla spalla. I dottori dicevano che le possibilità che la piccola Castor sopravvivesse erano davvero poche.
Quella fu la prima volta che Castor si trovò davanti a delle aspettative limitate ed anche la prima volta che, inconsciamente, riuscì ad abbatterle.
Ora Jordyn Castor ha 22 anni, è cieca per via della sua nascita prematura. Tuttavia, durante la sua infanzia, i suoi genitori l’hanno incoraggiata a sfidare le aspettative delle persone con disabilità, motivandola ad essere avventurosa , pratica ed insaziabilmente curiosa.
Proprio con questo spirito lei ha iniziato ad interagire con la tecnologia. Castor ha dichiarato che gli adulti le davano in mano un gadget, un dispositivo e le dicevano di cercare di capire come funzionasse. E lei, puntualmente, ci riusciva.
Il lavoro attuale di Castor consiste nel migliorare funzionalità come VoiceOver, la quale serve proprio agli utenti ciechi di Apple. Il suo obiettivo è proprio quello di rendere la tecnologia più accessibile agli utenti con disabilità visiva.
Castor è stata un elemento chiave per la realizzazione di Swift Playgrounds, un programma che serve ad introdurre la programmazione ai bambini. Ha lavorato per rendere il programma accessibile anche ai bambini ciechi.
Castor ha dichiarato che l’applicazione avrebbe avuto sicuramente un impatto importante sulla sua vita se lo avesse utilizzato da bambina e che sicuramente aiuterà i bambini ciechi ad interagire con la programmazione e ad iniziare a programmare.
“La cecità non è una cosa che ti definisce,” ha sottolineato la donna. “Fa parte di ciò che sei come persona, come una caratteristica – ma non definisce né voi e neanche ciò che potete fare nella vita.”
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