Megaupload: un utente porta in tribunale il Dipartimento di Giustizia

Quando il Dipartimento di Giustizia americano e la polizia neozelandese hanno sequestrato il server di Megaupload e arrestato il fondatore Kim Doctom, è stato inferto un duro colpo all’applicazione dei diritti d’autore. Purtroppo, sono stati effettivamente sequestrati anche i contenuti dei clienti di Megaupload che non violavano alcun diritto d’autore. Kyle Goodwin è uno di questi utenti, e dallo scorso gennaio sta lottando per riavere indietro i suoi dati.

La corte ha ora accettato di tenere un’udienza per affrontare la situazione di Goodwin. Si determinerà dove sono conservati i contenuti di proprietà di Goodwin, cosa è successo quando il governo ha eseguito il suo mandato di perquisizione e gli ha negato l’accesso, e se egli potrà realmente riavere i contenuti. Potrà benissimo succedere che il giudice non darà a Goodwin il diritto di accedere ai contenuti; quel che è sicuro è che si prenderà in considerazione il problema.

Ma già questo è un successo. Il Dipartimento di Giustizia americano ha combattuto con tutte le forze contro la richiesta di Goodwin. Nella sua relazione, il governo ha sostenuto di non aver mai preso i dati di Goodwin. Si è limitato a copiare alcune informazioni e a far chiudere il servr. Secondo il Dipartimento, Goodwin non aveva il diritto di essere sentito, perché il governo non ha fatto nulla che possa essere interpretato come sequestro. Per quanto riguarda la perdita dell’accesso ai suoi dati, bisognerebbe prendersela con Carpathia Hosting, ma è come se un creditore non assicurato chiedesse il rimborso per il suo fallimento.

Megaupload era una ben nota fonte di materiale pirata. Ma, col passare del tempo, è sempre più chiaro che il Dipartimento di Giustizia ha fatto pressione sulla polizia neozelandese per eseguire un mandato improprio, mettendo in scena un sequestro progettato per minacciare la sicurezza di Doctom, senza però tener conto dei danni collaterali. Peggio ancora, la posizione giuridica del Dipartimento di Giustizia gli permette di non tener conto delle proprietà dei cittadini, in quanto l’accesso ai dati digitali è un aspetto meno importante della proprietà nelle cause penali.

Concedendo l’udienza a Goodwin, il giudice sta almeno riconoscendo la necessità di cominciare a prendere in considerazione questi problemi. È un passo in avanti, piccolo ma importante.

Scritto da niknikolas94