Libertà su internet in declino? Alcuni dati

La nostra libertà su internet è stata in qualche modo limitata, nonostante noi abbiamo sempre reagito. Questo è quanto risulta da un nuovo studio pubblicato da Freedom House, che ha esaminato come in 47 Paesi la libertà su internet sia minata, e come gli utenti reagiscono.

In 20 dei 47 paesi presi in esame, la libertà su Internet risulta in declino (pdf). I casi più eclatanti sono in Bahrain, dove il governo cerca di prevenire e sedare i disordini sulla sica della Primavera Araba; in Etiopia in regime totalitario cerca di reprimere il dissenso; e in Pakistan.

Le tipologie di minaccia assumono forme sempre diverse. “Da quando i governanti autoritari hanno visto che oscurare i siti web e altri tipi di censura sono condannati dall’opinione internazionale, essi hanno cercato metodi meno evidenti – ma non per questo meno pericolosi – per controllare le conversazioni online” ha detto Sanja Kelly, direttore dello studio.

Tra queste minacce compaiono anche leggi restrittive contro la libertà di parola online (in 19 paesi), controlli per motivi politici, e attacchi giudiziari contro i blogger (in 12 paesi).

La Primavera Araba certamente ha dato una spinta all’aumento dei controlli sul web e i social media. Politiche del genere in Arabia Saudita, Etiopia, Uzbekistan e Cina sembrano strettamente legate agli eventi in Egitto e Tunisia.

Bisogna notare come la Tunisia abbia registrato un incremento nella libertà su Internet; mentre l’Egitto, ancora sotto controllo delle forze armate, ha conservato alcune politiche del precedente regime riguardo alla comunicazione internet.

I cinque paesi con le misure più coercittive – sempre secondo lo studio – sono stati Iran, Cuba, Cina, Siria e Uzbekistan.

Ma dopo aver visto i risultati negativi della ricerca, non mancano gli aspetti positivi. Gli USA si sono collocati solo dietro l’Estonia come Paese più libero (forse a causa delle politiche contro il P2P). Altri Paesi con punteggi alti sono la Germania, l’Australia, l’Ungheria, l’Italia, le Filippine, la Gran Bretagna, l’Argentina e il Sud Africa.

Altro punto positivo è lo sforzo da parte dei cittadini di imporsi contro il controllo da parte dei governi. Negli USA, grande clamore è stato suscitato dalla proposta del SOPA e del PIPA. La Freedom House sostiene che in 23 dei 47 Paesi in esame la pressione dell’opinione pubblica ha portato al fallimento dei piani di censura e di leggi potenzialmente dannose.

Scritto da niknikolas94