I segnali luminosi sostituiscono le onde radio nella trasmissione dati

L’avvento della tecnologia wireless ad alta velocità e bassi consumi, è stato uno dei passi più grandi verso il progresso tecnologico del ventunesimo secolo. Ma poiché i dispositivi wireless si sono moltiplicati, la domanda totale è cresciuta molto. Bilanciare le esigenze attuali e future di imprese, cittadini e governo senza influire negativamente sulle prestazioni dei sistemi attuali è davvero difficile.

Harald Haas, fisico tedesco e professore presso l’Università di Edimburgo, lavora per fare la differenza. Piuttosto che aumentare il numero di dispositivi tecnici, e di conseguenza il numero di frequenze disponibili, Haas propone di utilizzare la luce. La sua azienda, PureVLC (Visibile Light Communication) sta a lavorando a sistemi LED che trasmettono i dati attraverso le variazioni dell’intensità della luce, non rilevabili a occhio nudo, ma che un giorno riusciranno a coprire la velocità di 1Gbps.

E luce fu!

In teoria, questo approccio risolverebbe un sacco di problemi. Lo spettro della luce visibile è 10mila volte più  grande dello spettro radio, e non interferirebbe con il funzionamento di altri dispositivi: la connessione dati sarebbe più sicura. In una conferenza tenutasi l’anno scorso, Haas ha mostrato un prototipo e ha utilizzato una lampada da tavolo (equipaggiata con le attrezzature LED adeguate) per lo streaming di un film HD in tempo reale. Qui un video interessante.

I risultati sono impressionanti, ma la tecnologia non è così futuristica quanto sembra. Il primo sistema VLC è stato inventato da Alexander Graham Bell nel 1880. Il 19 febbreaio 1880, Bell credeva che il fotofono, sua migliore invenzione, avrebbe sostituito il telefono, inventato quattro anni prima.

In effetti, il fatto che il fotofono non si sia realmente diffuso spiega alcuni dei problemi che affliggono oggi il moderno VLC. Ad esempio, questa tecnologia necessita che la connessione avvenga su una linea visibile. E ciò comporta problemi su piccola e grande scala. Gli apparecchi esterni dovrebbero fare i conti con l’inquinamento atmosferico, le condizioni atmosferiche e le variazioni nelle antenne create dai forti venti. Questo non rappresenta un ostacolo, perché alcune misure preventive sono già state prese, ma è un problema strutturale significativo. Le torri di trasmissione necessiterebbero coperture protettive estremamente resistenti.

Su piccola scala, questi problemi possono essere evitati, ma se ne creano altri. Una delle comodità di possedere un dispositivo wireless è la possibilità di portarlo da una stanza all’altra senza preoccuparsi di perdere il segnale. Con una rete luminosa questo non sarebbe possibile.

Naturalmente queste considerazioni non implicano l’inutilità del LIFI, ma suggerisce alcuni limiti intrinseci della tecnologia in questione. LIFI potrebbe non essere la soluzione assoluta alle onde radio, ma potrebbe essere la base per nuovi sviluppi. Creare una rete locale di router wireless per trasmettere il segnale luminoso in tutta la casa potrebbe essere un’idea. Nelle vaste aree, ormai sature di segnali radio, si potrebbe utilizzare il LIDI come una soluzione alternativa per la rete wireless ad alta velocità.

Scritto da niknikolas94