Samsung e Apple: il processo avvicina gli OEM a Google

Certamente avrete sentito della recente sentenza, che condanna la Samsung per aver violato i brevetti della Apple, sia nell’hardware sia nell’interfaccia TouchWiz. Samsung ha avuto un grande successo nel mercato Android, ma ora è finito per avere fastidiosi problemi legali. Cosa devono fare gli altri OEM?

Guardare agli AOSP

La maggior parte degli altri produttori di dispositivi Andorid non hanno le risorse legali di Samsung. Tutti quelli che stavano lavorando a set di icone, applicazioni o hardware che assomigliano a un prodotto Apple, ci penseranno due volte prima di continuare. Ora potrebbero cambiare società, ma è molto probabile che cerchino protezione presso Google.

Dopo che le acque si sono calmate e i protagonisti hanno lasciato le proprie dichiarazioni, Google non ha rinunciato a dire la sua, sostenendo che le affermazioni di Apple riguardo ai dispositivi Android non hanno nulla a che fare con il “sistema centrale operativo di Android”. Sembra, quindi, che sia stata la skin TouchWiz a mettere Samsung nei guai.

Android ha sempre necessitato di molte modifiche per piacere agli utenti. Ma non è più il caso di seguire questa strategia. La versione standard di Android è molto più intuitiva delle skin, soprattutto dopo il rilascio di Android 4.1 Jelly Bean. Questo non implica certo che tutte le OEM dovranno caricare la versione standard sui propri device, ma conviene attingere di più dagli Android Open Soure Project (AOSP).

Meglio concentrarsi su quello che si sa fare

Solo perché gli OEM appartengono a uno stesso gruppo, non è detto che essi non possano cercare una differenziazione tra di loro. L’importante è non invadere il campo della Apple.

Il sistema operativo dell’Android Nexus è quello che più si avvicina all’AOSP. In questa versione ci sono molte cose apprezzabili, ma anche tante piccole mancanze che vanno riempite.

Basta concentrarsi sulla fotocamera Android, che è veloce, ma manca di molte caratteristiche importanti. Il problema qui è che nelle skin possono essere integrate le tecnologie necessarie a migliorare la qualità di foto e video, cosa che non può essere fatta con le AOSP. In questo senso bisognerebbe creare le nuove applicazioni necessarie.

E ancora, ci si potrebbe concentrare sulla schermata iniziale. Quella standard di Android si ferma all’essenziale. Ma nell’app store di Google Play ci sono molte funzionalità da aggiungere.

In definitiva, gli OEM possono concentrarsi sulla creazione di applicazioni e servizi unici.

La strategia “Nexus”

Voci dell’ultimo periodo affermano l’intenzione di Google di espandere la linea dei dispositivi Nexus a ben cinque, tutti di produttori diversi. E, se il progetto andrà avanti, la risposta dei produttori non si farà attendere.

Apple attaccherà il Nexus Galaxy nella sua prossima querela. Ma continuando a minacciare i dispositivi Nexus, finirà per trovarsi a fronteggiare Google, il ché non è nei suoi scopi. Google ha acquistato tutti i brevetti del settore, e le sue riserve potrebbero causare qualche dolorino alla Apple.

Il processo al Galaxy Nexus non è ancora iniziato, e non si sa quindi come Google sarà coinvolto. Ma la Mountain View dovrà pur fare qualcosa.

La recente sentenza mostra come Apple può vincere sulla forza dei suoi brevetti, e questo deve spaventare gli OEM. Questi, però, non stanno abbandonando la piattaforma Android. La strategia del futuro dovrà in qualche modo sfruttare le risorse di Android per creare percorsi differenziati, ma con un maggiore coinvolgimento da parte di Google.

Scritto da niknikolas94