Root Android: Dieci buoni motivi per modificare Android

La gente ritiene che esistono due categorie di utenti della tecnologia; quelli che accettano la tecnologia nel modo in cui viene offerta loro, senza lamentele né reclami, e quelli che invece vogliono conoscere fino in fondo la natura delle cose offerte, e che vogliono operare per estrarre il massimo delle opportunità da questi strumenti tecnologici che comperano. Si tratta di una regola che vale, certamente, anche per i cellulari. Gli utenti competenti, vogliono sapere e vogliono andare oltre i manuali di istruzioni, ecco perché oggi scriveremo di come effettuare il root Android. Prima, tuttavia, di dirvi come eseguire il root di uno smartphone Android o, come si direbbe in gergo Playstation, fare la modifica di Android, desideriamo spiegare in modo più dettagliato come agire e cosa faremo a chi, essendosi appena avvicinato alla materia, non la padroneggia proprio del tutto.

Quando è stato rilasciato l’iPhone nel 2007, gli utenti smanettoni si sono resi conto del potenziale del dispositivo, e delle crudeli limitazioni del software imposte dai sigilli Apple: quello che con l’iPhone è stato definito il “jailbreaking”, con altri dispositivi si è tradotto in nomi differenti, rimanendo sempre il principio di liberare la potenza del proprio dispositivo dai limiti imposti dai produttori. Android, pur essendo open source, non ha ancora offerto all’utente un controllo completo del dispositivo. Molte potenzialità di cui potrebbero fruire gli utenti, nei dispositivi Android sono ancora ‘congelate’: per poter sfruttare al meglio il proprio telefono, allora, bisogna effettuare un’operazione root.

Effettuare un’operazione di root su Android, significa ottenere accesso a livello root del dispositivo: per chi usa Linux, sarà facile capire, ma per chi ha sempre usato sistemi Windows, lo sarà di meno; lavorare al livello root, semplicemente, significa poter decidere in modo totale ciò che succede, o non deve succedere, sul proprio dispositivo. Di seguito, vi indichiamo una lista di dieci motivi, non ordinati per importanza, per i quali – secondo noi – vale la pena di effettuare un’operazione root sul proprio telefono.

Aggiornamento sulle performance – Ci sono tante opportunità di personalizzazione dei dispositivi Android presenti sul mercato, tuttavia, le modifiche a livello di sistema operativo, per cambiare le prestazioni, non sono di dominio comune e, spesso, può essere utile dare priorità a certi aspetti, rispetto ad altri, di Android.

Hardware/software e le interazioni – La maggior parte dei dispositivi Android sono particolarmente potenti, ma il sistema operativo ne limita spesso le potenzialità, come un collo di bottiglia: il rooting è la vostra soluzione, per usare nel migliore dei modi il vostro telefono, agendo anche sulla CPU e sulle parti vitali del telefono (operazioni spesso rese impossibili).

APPS2Sd – Questo è il limite più importante di Android: l’impossibilità di installare le applicazioni sulle memorie SD, ma solo nella memoria del telefono: secondo gli sviluppatori, l’accesso alle carte SD è più lento e meno affidabile della memoria interna (e può essere vero). Va detto, però, che i telefoni sono in genere forniti con poca memoria, quindi, non si può installare veramente in modo libero ciò che si desidera.

Caratteristiche non disponibili

Quando Google ha portato avanti Nexus One, una delle migliori caratteristiche estetiche era lo sfondo live. Sfortunatamente, la maggior parte dei telefoni Android ha caratteristiche molto diverse tra un telefono e l’altro, quindi gli hardware non sempre erano compatibili con questo software.

Applicazioni extra

I ragazzi di XDA-Developers hanno creato un’applicazione meravigliosa, SetCPU, che permette di fissare un overclocking alle CPU di Android: per effettuare ciò, però, bisogna aver delle autorizzazioni , solitamente corrispondenti ad un accesso effettuato in modalità root. Ce ne sono veramente tante di applicazioni valide che non possono avere un’applicazione pratica, a causa di queste restrizioni.

Multitouch

Se avete mai scritto su un iPhone, sicuramente vi ricorderete la velocità nel digitare con quella tastiera, certamente stupefacente: oppure, come non citare le azioni pinch-zoom? Tutte cose possibili solo con schermi multitouch. Molti produttori di Android, però, non hanno sempre preso in considerazione la funzionalità multitouch, non tanto perché il telefono abbia un hardware incapace di farlo, bensì per una ragione di software. Anche in questo caso, l’operazione root vi permetterà di fare un salto avanti.

Gestione connessioni WIFI e Bluetooth

Dopo aver effettuato un’operazione root, il vostro telefono potrà condividere i suoi dati con portatili o computer fissi, a partire dall’interfaccia WI-FI o Bluetooth.

Migliore tastiera

Non è male la tastiera Android: tuttavia, non ha delle performance troppo esaltanti. Per esempio, la funzione di inserimento del testo prevedendo ciò che si vuol scrivere, non è disponibile su tutti i dispositivi: un vero peccato; però, anche in questo caso, un’operazione root sistemerà la cosa.

Applicazioni per altre build

Quasi tutte le build del sistema operativo di Android, in un modo o nell’altro, si differenziano dalle precedenti, permettendo di fare cose che prima non si potevano fare o viceversa. Ciò significa che, a un certo punto, una build potrebbe diventare un ostacolo per l’esecuzione di un’applicazione che ci piace tanto. Per evitare che ciò accada, dovremo anche in questo caso effettuare un’operazione root.

Perché lo puoi fare

Siccome il tuo dispositivo è potente, e l’hai pagato, dovresti anche poter andare al di là di certe barriere imposte dai costruttori: il telefono è tuo, quindi, è giusto che tu possa sfruttarlo nel migliore dei modi.

Ora che vi abbiamo esposto le ragioni per le quali effettuare un’operazione root, qui di seguito vi indichiamo anche come farla.

Scritto da Davide Micheli